Roberto Chessa

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Il Comandante Equilibrista

3 commenti

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Ho vissuto sulla mia pelle quello che si prova quando si perde il controllo del timone , non si segue più la rotta. La confusione prende il comando  e tu non sei più il padrone.

Le aziende ben strutturate , dispongono di eccellenti nostromi in grado di seguire le direttive del comandante. Che ha ben altri compiti da portare avanti.  Ma le piccole imprese dove l’imprenditore riveste più ruoli e funzioni all’interno dell’organigramma,  come reagiscono a questi continui mutamenti del mercato?

Oggi il piccolo imprenditore  soffre, e gioca a fare l’equilibrista . Sopra ad un filo , con la responsabilità della sua azienda sulle spalle. E se proprio vogliamo visualizzarci il quadretto :  sotto di lui , un mare pieno di pericoli. Per non usare la metafora del mare di squali. Usatissima. Ma io non la utilizzerò.

E’ il mercato, la competizione . Quali sono le aziende in grado di resistere?   Di creare valore.

Si perde di vista l’importanza della pianificazione a medio/lungo termine. La mancanza di liquidità ti porta a ragionare nell’immediato. Nel bisogno. Nelle urgenze.

E’ li che si impone l’immagine dello scafo. Costi -ricavi . La dura legge dei numeri. Ridurre i costi.

E il “caro bilancio” ci dice che il personale è il costo più oneroso.

La pressione fiscale, il costo del lavoro , bla, bla, bla…. Quindi che fare ?

l’imprenditore si mette il mantello di superman e gioca a dama nell’organigramma aziendale.  In questo caso però non si può vincere la partita con delle pedine mancanti.

Le mansioni che svolgevano le persone che non ci sono più in azienda , adesso chi le fa?

L’imprenditore ? altri collaboratori ?

Questo porta a grossi carichi di lavoro , che generano mancanza di efficacia, attenzione, tempo. Quindi qualità del lavoro, risultati. Per non parlare di stress e qualità della vita.

E’ come se in una meravigliosa nave da crociera , il responsabile alle macchine dovesse abbandonare la sala  per recarsi a coordinare il servizio mensa. Per poi dover  scappare  a stringere un bullone .

Quanta cura e attenzione potrà esserci nel suo lavoro ? che risultati produrrà?

Se poi quel responsabile alle macchine , è anche il comandante, chi sta al timone?

Viste le vicissitudini marine dell’ultimo  periodo,  la battuta sarebbe scontata e anche il risultato.

Se riesce a fare tutto e bene?  allora dov’ è il problema?

Se a seguito di tagli di licenziamenti, le attività aziendali vengono svolte da meno persone e con la stessa qualità, parliamo certamente di un’azienda matura, di qualità e carattere . Probabilmente un’azienda che premia i propri collaboratori, li incentiva . Li gratifica non solo economicamente, ma anche “umanamente”.

E’ anche vero che se si riesce a fare tutto, bene, in meno persone, probabilmente in passato sono state fatte assunzioni con poca attenzione, troppa leggerezza. Magari giusto perché intanto ci sono gli sgravi per tre anni. Spesso accontentandosi del meno peggio anche in fase di selezione.

Pur sempre spese inutili. Che con il trascorrere del tempo incidono negli utili e nella mancanza di liquidità.

Nell’analisi dei flussi finanziari di un’azienda si parla di centri di costo. Per cosa spendiamo quei soldi. Genera utili o è solo una “spesa” ? fissa o variabile ? indispensabile ?

A cosa è funzionale quella spesa ? nel caso del personale, quanto ti produce quel dipendente ? il suo lavoro, la sua mansione ?

Purtroppo il più delle volte non è tanto una questione di ruoli o mansioni, ma semplicemente di calo di lavoro. Mancano le commesse attive, i clienti .

In quel caso sarebbe opportuno aver chiaro cosa facciamo e come lo facciamo.

Se mancano i clienti è perché il nostro prodotto/servizio non è richiesto?  o perché qualcun altro lo fa meglio di noi?

Forse troppo presi nel  gioco delle tre carte tra conti correnti e  carte di credito non ci si rende conto di essersi incagliati o di remare contro corrente. O peggio ancora di aspettare che passi la tormenta  sperando che domani il vento sia a nostro favore.

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Autore: Roberto Chessa

https://rchessa.wordpress.com/

3 thoughts on “Il Comandante Equilibrista

  1. Pingback: Il Comandante Equilibrista | Rc Consulting

  2. Ho visto di recente un telefilm sulla vita di Adriano Olivetti, quello che mi ha colpito del pensiero di uno dei più grandi imprenditori dell’ultimo millennio, era la Sua visione della vita mista a poesia, di cui il capitale dovrebbe esserne lo schiavo e non il padrone!

    • non ho ancora avuto il piacere di vederlo, ma a breve lo farò. L’ho registrato proprio per poterlo guardare con calma. In ogni caso Olivetti è stato un vero innovatore sia come imprenditore quanto come uomo.

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