Roberto Chessa

live your dream

I’m not a Choosy

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Non è passato troppo tempo da quando il Ministro Fornero fece notizia, utilizzando un termine che indignò gran parte degli uditori. Choosy.

Tradotto significa schizzinoso. Un termine forte, che ha scaturito risposte forti da parte di tutti quei cittadini che ogni giorno si fanno un mazzo tanto per tirare a campare.

La notizia attraverso i social network si è diffusa in tempi rapidissimi, e giù ingiurie di tutti i tipi, link,post,tag e pure tric e trac.

Quando ho appreso la notizia, sono andato immediatamente a vedere ed ascoltare il video e purtroppo il termine choosy era stato utilizzato, solo che a qualcuno era sfuggito il fatto che il termine fosse riferito ad un periodo storico antecedente  quello attuale.

Il Ministro si riferiva al periodo in cui insegnava, e si rivolgeva ad una generazione precisa, ma non a tutta in assoluto, ad una parte ……. ed è per questo che ho sorriso, si ho sorriso perché mi trova concorde .

Nonostante le dichiarazioni  tese ad allentare il livello di dissenso generale,quindi a chiarire quanto ho riferito sopra,  il messaggio è rimasto legato al peso della parola choosy .

Mi è capitato di assistere e partecipare a vere tavole rotonde dove si cospiravano sommosse rivoluzionarie in difesa dell’onore ferito ; ma scherzi a parte ,come dar torto a tutte quelle persone che non arrivano a fine mese, a chi ha perso il lavoro ed ogni giorno si fa in 4 per portare a casa un tozzo di pane ? Una retorica vestita da cruda realtà, seppur la realtà sia soggettiva. E’ un dato di fatto, la crisi, le aziende che chiudono, la pressione fiscale alle stelle, il sistema bancario che non può o non vuole supportare le piccole imprese, la fiducia, la fiducia in un sistema che tocca i minimi storici.

Quindi come dar torto a chi ogni giorno cerca, cerca, cerca ………. Si ma come cerca?

Fra gli indignati ci sono anche tutte quelle persone che si lamentano che “ tutte le offerte richiedono esperienza “ , però non te la fanno fare ……… però molti a cui proponi uno stage si rifiutano perché è gratis o per un tirocinio formativo , 500 o 600 euro sono un insulto, meglio stare a casa che essere schiavizzati.

Ci sono anche persone che ne hanno fatto due o tre  e ancora sono disposte a farne altri,  così come professionisti che hanno lavorato gratis per 2 o tre anni prima di poter sostenere un esame di abilitazione e poter iniziare ad esercitare e sperare di guadagnare.

Ma ritorniamo al discorso dell’esperienza , bhè che dire , è molto importante , in molti casi ciò che s’impara in un corso accademico diverge fortemente nell’applicazione sul campo. La teoria è uno dei 2 lati della medaglia senza il quale l’altra non potrebbe esistere.

L’esperienza ti serve per unire le 2 facce , teoria e pratica, e poi diciamocelo pure, qualche esame magari si è studiato giusto per buttarci il libro ed avere un voto nel libretto, non per il piacere di sapere cosa si stia studiando.

Conosco tante persone che non sono mai stati con le mani in mano , si son sempre dati da fare già dai tempi dell’università e non mi riferisco certo ai free drink, festini e chi più ne ha ne riponga ricordo. Anche quella è un esperienza che va fatta J ma intendo porgere la mia  attenzione all’aspetto lavorativo.

In tanti facevano lavoretti saltuari, magari estivi, alcuni part time, altri coniugavano lavoro e studio, altri non facevano una mazza dalla mattina alla sera, ma se lo potevano permettere ……. Oggi non è più così, o forse si ?

Negli ultimi 20 anni la competizione nelle aziende è diventata per alcuni feroce, mietendo vittime inconsapevoli e altre impotenti, le imprese artigiane e le piccole imprese sono scomparse davanti alla potenza della grande distribuzione. Una grossa fetta di occupazione a cui si rivolgeva un bacino con una bassa scolarizzazione, ha portato di conseguenza un innalzamento del livello scolastico , andando addirittura ad intasare sbocchi occupazionali, ritenuti d’elite, dando vita ad una riforma scolastica con indirizzi specifici dove la pratica sembra non essere ritenuta elemento di sostegno. Tutto questo ha generato di conseguenza un’altissima competizione anche fra chi cerca occupazione. Il mercato di riferimento (occupazionale) è intasato e ci sono pochi sbocchi, ma ci sono.  Ecco perché ogni candidato dovrebbe ragionare come se fosse un’azienda.  Se si continuano a fare sempre le stesse cose e si ottengono sempre gli stessi risultati e se questo non va bene, probabilmente sarebbe il caso di cambiare qualcosa !!!!!!!

Secondo quanto pubblicato qualche mese fa, oltre 3 milioni di italiani dichiarano di non cercarlo nemmeno …………. il lavoro . Non perché non ne abbiano bisogno, ma tanto non ce n’è ….. tanto son tutti uguali, tanto se non hai una raccomandazione non vai da nessuna parte, tanto non prendono me, ufffff c’è troppo da studiare, no preferisco uscire, la domenica è sacra, per così poco? No, non mi abbasso, ma io sono uno studente in scienze confuse , non posso certo fare volantinaggio, io mi son laureato , valgo e non posso certo lavorare gratis .Al giorno d’oggi è impensabile arrivare alla soglia dei 40 anni senza aver mai annusato l’universo azienda . Il mondo è bello perché è vario.

Secondo me molti di questi lo cercano ugualmente, in silenzio, con la convinzione che tanto è inutile  e lo fanno male.  Cosa intendo dire?  Che a volte bastano piccole attenzioni per poter fare la differenza.

Quali canali utilizzare ? quali siti ? cosa sapere sul cv e sulla lettera di presentazione che non ci sia già su internet ? come inviare con successo la candidatura ed esser preso in considerazione ? Molto e altro ancora nella prossima edizione.

Le regole d’oro per non far cestinare la tua candidatura.

1°  – Non essere un  cercatore di lavoro compulsivo .

Ogni invio di candidatura deve essere mirato ed individuale. Evita gli invii a pioggia

2° –  Non si ha mai una seconda opportunità per dare una buona prima impressione

Leggi bene l’inserzione e se non possiedi i requisiti e vuoi proporti ugualmente, allega una stupefacente

lettera motivazionale.

3° –  Orienta la bussola , la ricerca di lavoro deve essere mirata :

Punto di partenza : direzione – Cosa voglio fare, cosa so fare, cosa mi manca per fare quello che voglio fare ?

Percorso : quale percorso/ tragitto fare ? come arrivarci ? c’è una strada possibile?

Punto d’arrivo : Quello che voglio, quello di cui ho bisogno !

Un percorso che si rispetti possiede 3 requisiti fondamentali :

Un inizio, una fine ed un tempo di percorrenza . Girare a vuoto indica che si è persa la rotta e probabilmente se non si vuol restare in mezzo al mare, in balia del vento e delle onde, bisogna cambiar rotta.

Offerte di lavoro : Cartaceo ? web ?

a)        Autocandidatura

b)        Risposta inserzione

c)        Job Posting

Piccoli consigli

  • Mettere sempre l’oggetto nella mail, non lo trascurare,
  • Leggere attentamente l’inserzione e non rispondere a pioggia ,
  • Se richiesta inviare la foto,
  • Se c’è un riferimento nell’inserzione non lo dimenticare,
  • Informarsi in quale settore opera l’azienda e prendere informazioni in modo da arrivare preparati al colloquio senza sapere neppure di cosa si occupa l’azienda per cui desideri tanto lavorare,
  • Ricorda sempre di aggiornare il database con i dati delle inserzioni e dei cv inviati,
  • La mail personale deve essere sobria e se possibile usa la tua, non inviare la tua candidatura dalla mail del partner,
  •  Se una volta fissato il colloquio per qualsiasi motivo non puoi recarti all’appuntamento, avvisa sempre.
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Autore: Roberto Chessa

https://rchessa.wordpress.com/

15 thoughts on “I’m not a Choosy

  1. Ti garantisco che c’è qualcuno che pur attuando tutti questi ‘accorgimenti’, pur volendo ‘abbassarsi’ a qualunque retribuzione e a qualunque tipo di lavoro, non trova.
    Belle parole, anche sagge; ma non si scontrano con la realtà, o almeno non con una parte di essa spesso dimenticata.

    • “Abbassarsi” a qualsiasi retribuzione e/o lavoro spesso può essere uno dei motivi per cui non si trova. Nonostante i dati tendano ad avvalorare la mia teoria, non posso certo dire di conoscere il 100% di chi cerca lavoro. Io faccio riferimento a quello che vedo quotidianamente, a ciò che leggo, a quello che mi dicono i colleghi ed i clienti. Ci sono “eccellenti cercatori di lavoro” che purtroppo non trovano, e se così non fosse non saremmo in questa situazione … purtroppo

  2. bel post! 🙂
    io credo che oggi molti giovani crescano con la fiolosofia -non dichiarata, e spesso non riconosciuta- del “e tutto dovuto”, ma non è aspettando gli altri che si può fare qualcosa di buono

  3. Mi hanno quasi mangiato viva ma ero d’accordo con la Fornero….

  4. possiamo aggiungere che l’introduzione del futurometro ovvierà alle problematiche da lei sollevate? 🙂

  5. DIREI CHE I TUOI DISCORSI ED I CONSIGLI VALIDISSIMI!

  6. In che senso e-mail sobria? E per quanto riguarda i concorsi pubblici?

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