Roberto Chessa

live your dream

La posizione dello struzzo

10 commenti

Persona_che_cavalca_uno_struzzoAspettai che l’ultimo topo abbandonasse la nave, che si mettesse in salvo.
Solo allora realizzai d’esser rimasto solo. Veramente solo.
Il terreno su cui poggiavo i piedi, sprofondava sempre più giù verso gli abissi . Ed io non potevo fare nulla per impedirlo, era troppo tardi.

Il tempo trascorreva e Il livello del mare aumentava; mi veniva incontro.
Non so dire quanto tempo sia passato. Continuavo a stare li, fermo , immobile,rassegnato.
E più passava il tempo, più mi inabissavo anche io, con la mia nave.

Quando uno scossone forte, inaspettato, mi scagliò giù dallo scafo mezzo inabissato. Intorno a me solo mare e cielo. Impietrito galleggiavo, osservavo la mia nave andare a fondo.
Scosso dal confuso torpore, in quell’istante realizzai che avevo due possibilità soltanto : Lasciarmi andare insieme alla mia nave o nuotare più che potessi, per allontanarmi dal vortice che da li a breve si sarebbe creato.

Una nave che affonda trascina con se tutto ciò che le sta accanto, il vortice t’imprigiona e non ti lascia andare.
Non so come, non so perché, so solo che nuotai , senza voltarmi mai indietro ne allora ne adesso.

Nella vita capita spesso che qualcosa in cui crediamo con tutta l’anima, s’inabissi con tutti i nostri sogni e le nostre speranze. Quando questo accade, nella nostra mente passano mille pensieri, anche i più nefasti.
Da li a scivolare giù il passo è molto breve. Il futuro lo puoi solo coniugare, e ricominciare è solo una canzone di Pappalardo.
Può essere un’attività in cui hai investito denaro, anni della tua vita, sacrifici, quanto una relazione sentimentale, il tuo punto di riferimento, la perdita di un caro congiunto. Emozioni forti che ti portano a non vedere oltre il tuo naso. A non trovare una soluzione, ma lasciarsi andare con il problema stesso.

La Posizione dello struzzo

Passarono i giorni le settimane i mesi, ed io continuavo a galleggiare, con la testa sotto l’acqua, alzandola solo per prender fiato di tanto in tanto. La testa sotto per non guardare, per non volermi render conto che intorno a me tutto stava cambiando, andava avanti mentre io restavo fermo, e a volte mi sembrava pure di tornare indietro.

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Stremato, privo di forze, raggiunsi la riva. Guardai nella direzione del mare, e pensai che ancora non sapevo come o con chi, ma di una cosa ero certo. Costruire una nuova nave, migliore, più resistente, per navigare ancora. Perché il mio posto è in mezzo al mare.

continua ………….

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Autore: Roberto Chessa

https://rchessa.wordpress.com/

10 thoughts on “La posizione dello struzzo

  1. Mi hai chisto della canzone doverebbe essere di Beata Bartkowiak – Ciao!

  2. Ciao, grazie della visita, interessante i tuoi posti….il comportamento dello struzzo non si contradditingue dai suoi colleghi animali solo per il suo insolito aspetto fisico, ma anche per alcuni suoi piuttosto ambigui comportamenti.
    Buona Notte e Felice Fine Settimana con un sincero abbraccio 😉

    •●๑ღஐ♥~Carmela~♥ஐღ๑●•

  3. la similitudine del mare e della propria vita è qualcosa che ricorre anche nei sogni. tutto ciò che turba, o rende felici, pare che si realizzi sotto forma di una distesa di mare. a volte agitato, a volte calmo. credo che il mare sia la visione delle proprie aspettative. o meglio, di come noi crediamo di vederle.

  4. Ciao Roberto non voglio commentare adesso, aspetto il seguito e comunque riflessioni molto interessanti, mi piace quello che scrivi e come lo scrivi, ti ho già annoverato fra i blog che seguo, quindi a presto e felice pomeriggio.
    Angela

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