Roberto Chessa

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Le aziende assumono, mancano i candidati

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Il Lavoro c’è , mancano i professionisti

Per iniziare con un bel luogo comune : chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane …….

Giorni di festa ; cosa c’è di meglio che dedicarsi ad una sana lettura?

Ma si, un bel libro di narrativa o di poesia, oppure quel libro “leggero” per farmi 4 risate . Bello spaparanzato sul divano, copertina calda e un buon bicchiere di vino rosso.
Poi mi giro verso la scrivania , un buon 40% è completamente invaso da pile di appunti, riviste e ritagli di giornale. Mi sa che dovrò cambiare tipologia di lettura. Infondo se non lo fai durante le feste, quando lo trovi il tempo ? 🙂

La mia attenzione cade sul Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro.                        (monitora le previsioni occupazionali delle imprese dell’industria e dei servizi).
lo avrei dovuto leggere da tempo, non posso procrastinare ancora.
Per fortuna ai miei piedi, sdraiato sulla sua coperta morbidosa c’è dago che russa come un cacciatorpediniere, e mi tiene sveglio.

Bhè , nonostante il calo drastico dei consumi , dai dati emerge un sistema produttivo che ancora sta reggendo e che quest’anno assumerà personale. Si tratta del 13,2% delle imprese dell’industria e dei servizi .

750.000 assunzioni , 112.000 in meno rispetto al 2012. Ma c’è crisi è normale !!!!!

Qualcuno potrebbe domandarsi , ma scusa, in base a questi dati allora perché il livello di disoccupazione in Italia è così alto ?Tecnicamente verrebbe definito un disallineamento tra domanda e offerta. Ovvero una buona fetta di questi “posti di lavoro” restano scoperti. Non vengono evase le richieste in quanto mancano i profili in linea .

Fuga di cervelli o un sistema scolastico e formativo non al passo con le nuove esigenze del mercato del lavoro?

A questo punto posso affermare che il 2013 porta con se una situazione occupazionale disastrosa, a conferma che anche quest’anno le aziende hanno avuto e avranno (2014) difficoltà nell’individuare il candidato ideale. Il tassello del puzzle.

Andando a ritroso negli anni, partiamo da un 2008 dove ben 217.000 posti di lavoro sono rimasti scoperti, oltre il 26% delle assunzioni previste.
Nel 2012 con la crisi in pieno fermento siamo “scesi” a 65.000, per raggiungere quest’anno i 47.000.
Ogni 100 richieste, 13 restano inevase.
Sia ben chiaro che nei dati non rientrano le assunzioni stagionali. Parliamo del tanto amato posto fisso e monotono.

Sono le stesse aziende intervistate per l’analisi annuale del Sistema informativo Excelsior a spiegarci il perché. Il problema principale è la mancanza di competenze, o meglio competenze non adeguate alle mansioni da svolgere. Skills non solo tecniche ma anche trasversali.(ne parlo qui).

Grazie anche alla nascita delle varie facoltà di scienze confuse, i profili vacanti in cui è richiesta la laurea sono nettamente superiori rispetto al compagno di banco che ha fatto la rinuncia agli studi. Su quasi 59.000 laureati , 1 su 5 è considerato introvabile (circa 11.0000).
Per quanto concerne percorsi di studi secondari risultano difficilmente individuabili, gli indirizzi agrario-alimentare, l’informatico e il meccanico. Ma quali sono queste figure :
Giusto per citare alcuni dati : esperti software – 47,4% della richiesta inevasa , esperti in gestione aziendale ( 37,8%). La lista è lunga, prosegue con progettisti meccanici, export manager , educatori per disabili, e commerciali. Senza considerare le professioni legate al web, a loro dedicherò in singolo post.

E poi diciamocelo esistono anche tanti lavori che nessuno vuole più fare . A meno che la richiesta venga completamente evasa dagli << immigrati>> . Il rischio è che da qui a qualche anno possano mancare completamente i vecchi mestieri .                              ( orafi, orologiai, falegnami, muratori, carpentieri, carrozzieri, saldatori, elettricisti)

Mi pare evidente che oltre una nuova linea economica che agevoli la ripresa delle imprese, si debba intervenire rapidamente alla fonte, ovvero con un approccio differente nel mondo dell’istruzione e della formazione, magari prendendo spunto dai nostri “cugini europei” . I giovani devono poter “annusare” e vivere l’azienda già dal periodo scolastico.

Se volete visualizzare i dati suddivisi per settore , per Regione , per scolarizzazione, potete scaricare il Comunicato stampa Unioncamere qui :

http://www.unioncamere.gov.it/P42A1917C160S123/Unioncamere–occupazione–750mila-entrate-previste-nel-2013-grazie-alle-imprese-esportatrici-e-innovatrici.htm

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Ciao, alla prossima
Roberto
p.s. la difficoltà non è solo Italiana.  Se vuoi scoprire cosa accade anche negli altri paesi guarda questo grafico pubblicato dall’economist.

http://www.economist.com/blogs/graphicdetail/2012/05/daily-chart-18

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Autore: Roberto Chessa

https://rchessa.wordpress.com/

4 thoughts on “Le aziende assumono, mancano i candidati

  1. Roberto, in questo post hai sinteticamente e magnificamente delineato la situazione italiana. Tra i banchi di scuola si studiano sempre le stesse monotone cose. Provenendo da un liceo scientifico ad indirizzo informatico sarò andata al laboratorio dei computer non più di un paio di volte nell’arco di 5 anni. Eppure era una materia oggetto di studio. Le funzioni goniometriche, i logaritmi e compagnia bella ce li insegnavano sui banchi, senza capire il benchè minimo sulla realizzazione di una curva nel piano cartesiano. magari se fossi andata più volte a sperimentare con l’informatica il senso delle funzioni goniometriche, avrei amato la matematica e avrei scelto ingegneria informatica, anzichè giurisprudenza. anche le università hanno il loro tallone d’Achille. uno sgobba per anni sui libri. non ci sono attività laboratoriali, pochi tirocini (e solo per alcune facoltà), nessun legame fra università e aziende (se non in alcune facoltà), poca attitudine a proiettare lo studente verso la realtà. solo progetti campati in aria. in 5 anni di giurisprudenza nessun docente si è mai sognato di portarci in tribunale a seguire un’udienza. solo una volta una docente ha fatto come esame una simulazione di un’arringa, con risoluzione del caso di specie, ed è stata anche criticata. poi ci sono i master. costosi, con borse di studio che sono più un rimborso spese, ma se i soldi uno non ce l’ha al momento dell’iscrizione, come lo fa il master? le aziende hanno ragione, cercano profili altamente qualificati e si rischia con il non assumere nessuno. la qualificazione costa e sono pochi quelli che, finita l’università, intendono investire su corsi di formazione, stage gratuiti e master. Io ad esempio non potrei permettermelo. però ci sono aziende che si nascondono nel fatto dell’alta qualificazione. vogliono giovani, talentuosi, con qualifiche e addirittura esperienza. roba che un uomo medio ottiene alla soglia dei 35 anni. ma lì sei troppo vecchio e l’azienda non ti assume neanche come tirocinante.
    poi c’è la bambagia. giovani che hanno tutto, che rubano posti ai talentuosi, che potrebbero imparare un mestiere ma il padre primario li ha inseriti alla facoltà di medicina, e non importa quanto impiegheranno per laurearsi, prima o poi prenderanno il posto del papi. è un pò come un gatto che si morde la coda. ad esempio avrei voluto inserirmi all’università come assistente, ma non mi hanno presa, vorrei provare nel campo contabile o amministrativo, ma non ci sono concorsi e non so quale sia l’azienda più seria.
    comunque sia, detto ciò (è più uno sfogo, il mio, che un commento) ti lascio i miei auguri per questo 2014. speriamo che qualche azienda mi assuma al più presto, che vorrei lavorare anche io!

    • Ciao Aida, auguro anche a te un gran 2014 e non demordere 🙂
      p.s. specializzarsi è fondamentale, e lo è ancor di più scegliere un percorso ben preciso. Purtroppo spesso si sceglie una facoltà o un altra giusto per il pezzo di carta. Ma non è la carta che ti da il lavoro, non più almeno.
      Da sempre esistono professioni casta, che si tramandano da padre in figlio , ma se guardiamo quello perdiamo di vista il nostro obiettivo.

  2. Buon 2014 Roberto…..che sia un anno sereno

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