Roberto Chessa

live your dream

Buon fallimento a tutti

14 commenti

Ecco uno dei due post che erano bloccati nella mente, e come promesso, “partoriti” durante le festività.

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10/12/2013

Avrei voluto guardare la partita, era tutto pronto, io e il televisore, massima concentrazione e trance agonistica come se dovessi scendere io in campo a giocarmi il passaggio del turno.

Ma la neve me lo ha impedito e preso da un raptus di frustrante zapping compulsivo, inciampo sul faccione gongolante del nuovo rampollo della politica italiana.

Tranquilli, a prescindere dalle vostre ideologie, sono andato oltre, non ero dell’umore giusto.

Una frase, una frase soltanto, su cui mi son fermato però a riflettere, mentre le dita continuavano nel loro automatismo decisionale , alla ricerca di un canale che potesse sopperire al mio senso di vuoto.

Per chi non l’avesse capito sono juventino. So che per molti è difficile da comprendere ma sono sportivo e amo il gioco del calcio, non gufo per nessuna squadra, bla bla bla ….. ma non parlerò  di questo.

<< In America, si sovvenzionano i falliti perché sanno dove hanno sbagliato, in Italia invece ……. No.

Mi sarebbe piaciuto che l’argomento fosse stato approfondito, ma era soltanto una frase in mezzo ad un contesto differente.

La mia mente invece è rimasta li, a sostituire i puntini ……. In Italia invece chi fallisce è rovinato.

Nel paese degli spaghetti e del mandolino, chi fallisce non ha più credito, non solo dalle istituzioni, ma spesso anche da familiari,amici e mercato del lavoro.

E non mi riferisco solo agli aspetti legati al diritto fallimentare.

Negli ultimi anni qualche passo in materia è stato fatto, ma ancora troppo poco.

In Italia chi fallisce è additato non come “quello che ha fallito” non come “ uno che ci ha provato”.

Nel discorso non rientrano,quei personaggi poco raccomandabili che agiscono con dolo e senza scrupoli.

Non è la stessa cosa,come disse Guccini in un suo famoso concerto “Gli americani ci fregano con la lingua”. Non solo con quello aggiungerei.

Cosa aspettarsi da una nazione che è cresciuta con lo slogan  “I Have a Dream”. ?

Tutti hanno una opportunità e il diritto di sbagliare. Se poi se ne assumono la responsabilità.

Molti italiani, svegliati bruscamente dal loro sogno, dalla loro vita, non hanno avuto la forza di “rimettersi a sognare”.  Una Nazione cresciuta con il mito del posto fisso , con padroni e maestranze (ancora oggi c’è chi utilizza certi termini), con l’imprenditore senza scrupoli e con il “pelo sullo stomaco”.

Italia vs America, ambiente differente, atteggiamento mentale differente.

E’ questa la vera differenza, a volte fa più male un dito puntato e una parola fuori luogo, rispetto a tutti i limiti e restrizione procedurali del caso.

Avrò modo nei prossimi post di affrontare questo argomento con calma,  attraverso la mia esperienza personale.

La rete pullula di storie di personaggi famosi , dei loro fallimenti iniziali e dei successi.

A distanza di tanti anni, chi oserebbe mettere in discussione il loro talento ?

Cosa sarebbe stato di loro se si fossero rassegnati e non avessero trovato la forza di reagire, di continuare a sognare ?

Vediamone insieme alcuni

Thomas Edison prima di inventare la lampadina ci provò oltre 1000 volte.

Cosa sarebbe stato di lui se avesse rinunciato al 999° ? avrebbe dato ragione ai sui insegnanti e familiari. Per loro era troppo stupido, non in grado di apprendere,  e venne anche licenziato a lavoro in quanto poco produttivo.

Harrison Ford – All’inizio della carriera gli consigliarono di cambiare mestiere perché non sarebbe mai diventato qualcuno.

Michael Jordan da piccolo venne escluso dalla squadra della scuola. Pianse, ma non si pese d’animo, si allenò tanto, con sacrifici, si conquistò il posto in squadra e non solo…

Walt Disney, licenziato in quanto a dire del direttore del giornale << mancava di idee ed immaginazione>>

Charles Darwin l’incompreso, niente di meno che il padre della teoria dell’evoluzione, era ritenuto uno scansafatiche ed un sognatore ad occhi aperti.

le avventure di Soichiro Honda, deriso dagli ingegneri della Toyota sino ai fasti dell’omonima azienda.

Hanry Ford , fallì con 5 aziende prima di fondare quella giusta.

Stephen King ricevette ben 30 no dalle case editrici per il suo primo libro “Carrie”.

La storia è molto carina, in quanto il giovane Stephen, deluso dai troppi fallimenti, gettò il manoscritto nella spazzatura. Quella santa Donna della moglie lo raccolse e lo incoraggiò. E’ importante avere qualcuno che crede in te.

Steve Jobs : licenziato dalla Apple, la società che aveva fondato

Albert Einstein : i suoi professori dicevano che non fosse abbastanza intelligente.

Stephen Spielberg sognava d’iscriversi alla “University of Southern California School of Theater, Film and Television”. La sua richiesta venne scartata per tre volte. Abbandonò gli studi e all’età di 35 anni , regista rampante , tornò sui banchi di scuola per conquistare il suo sogno.

Oprah Winfrey,  licenziata dalla tv in cui lavorava come reporter perché era «inadatta per la tv».

Fred Astaire conservò nella sua casa di Beverly Hills un foglietto con su scritto :

«Non sa recitare. Non sa cantare. E’ leggermente calvo. Sa ballare ma solo un poco».

Con queste parole venne scartato al suo provino con la MGM.

A Marilyn Monroe consigliarono di fare la segretaria.

Un manager disse ad Elvis Preslay dopo il primo spettacolo: «Non sfonderai mai. Dovresti tornare a fare l’autista di camion».

Beatles : rifiutati da una casa discografica perchè la loro musica non avrebbe avuto futuro

Igor Stravinsky, al debutto nel 1913, fu costretto a scappare scortato dalla polizia .

A loro pare che fallire abbia giovato alla salute 🙂

Il sito Onlinecolllege : ( che comprende 10 Università Americane , ha pubblicato le storie di 50 personaggi top, che hanno visto dietro al loro successo, un fallimento) : Ricordati di chi ce l’ha fatta.

http://www.onlinecollege.org/2010/02/16/50-famously-successful-people-who-failed-at-first/

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Autore: Roberto Chessa

https://rchessa.wordpress.com/

14 thoughts on “Buon fallimento a tutti

  1. ciao Roberto ti ho inviato una mail..attendo una tua risposta 🙂

  2. Interessantissima questa tua riflessione … Continuerò a seguirti, certa di sorprendermi. Buona giornata ….

  3. quindi…mai smettere di sperare…un fallimento non significa la fine…..BUON ANNO Roberto

  4. Hai la storia di qualche italiano fallito e resuscitato?

  5. Parlare di fallimento e scoprire un post decisamente positivo è molto interessante. Benedetti i fallimenti quando incontrano la volontà e la tenacia dell’uomo. Forse sono queste due cose che bisognerebbe riscoprire in questo mondo sfiduciato! Faccio un paragone che forse può sembrare ridicolo ma mi è venuto in mente: è come quando si rammendavano gli strappi con pazienza per far durare un indumento il più possibile mentre ora al primo buchino si butta via….
    Meno male che hai “sbloccato” il post!!!

    • Niente di ridicolo anzi…..un tempo accadeva la stessa cosa con le relazioni …ora un piccolo strappo e non si ha la voglia di riparare…ma voglia di nuovo ….in alcuni casi per fortuna 🙂

  6. Sacrosanto. Tristemente, aggiungo…

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