Roberto Chessa

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L’italiano è un optional

13 commenti

Ma come parli ?

Quante persone conoscete che parlano un italiano corretto ?

Sono rare . L’italiano è una lingua difficile, ricca di grammatica e di “regole irregolari”.

Non esiste un solo italiano, ne esistono diversi da utilizzare a seconda delle situazioni o delle persone con cui ci relazioniamo.

A seconda che si parli con amici oppure con colleghi, il nostro modo di esprimerci e di relazionarci sarà differente.

Da bambino restavo affascinato davanti alla tv , al cospetto di oratori dal carisma dirompente e dalla dialettica forbita . Che fossero politici , giornalisti o presentatori , ascoltarli era un piacere. Erano un punto di riferimento.

Oggi la tv ci propina tanta di quella “spazzatura dialettica” per la quale ci vorrebbe una raccolta differenziata degli orrori . Non faccio nomi, l’elenco sarebbe troppo lungo.

Non mi riferisco all’uso improprio di vocaboli desueti e tanto meno alla totale incapacità di pronunciare correttamente vocaboli stranieri . Non pretendo una dizione corretta , scevra di qualsivoglia intonazione dialettale. Parlo di scivoloni grammaticali galattici. Errori per i quali ai tempi di mio padre, bacchettavano le mani o ti facevano “macerare” le ginocchia sui ceci.

Per essere padroni di una lingua, non basta conoscere un discreto numero di vocaboli,
bisogna sapere anche come questi vocaboli si scrivono (ortografia), come suonano (fonetica), come si pronunciano (ortoepia/ortofonia),come si strutturano logicamente in una frase (sintassi).

Molti termini vengono tramandati in forma orale. Li sentiamo pronunciare e questo ci basta. Non abbiamo la curiosità di andare a “sbirciare” un dizionario.

Se vi chiedessi come si pronunciano le seguenti parole :

diatriba, robot, acribia , guaina , edile, infìdo, insalubre, alacre, leccornia, facocero .

Davanti a parole come pneumatico, psicologo, gnomo e tutti i gruppi consonanti che iniziano per “PN” “PS” “GN” al maschile ci va sempre l’articolo lo.

Cosa dire poi dell’uso improprio di punto e virgola.

Navigando in rete ho trovato questo esempioì :

Vado a mangiare nonna
Vado a mangiare, nonna

“usa la virgola, può salvare la vita alla nonna”

Una delle caratteristiche “principe” della comunicazione è la chiarezza. Per farsi comprendere dalla massa è indispensabile utilizzare termini che tutti possano comprendere, senza farsi trascinare da gerghi e tecnicismi.

Pensate ai politici, agli avvocati, ai medici, alle forze dell’ordine. Ognuno utilizza il proprio linguaggio , riuscendo a capirsi solo tra loro e non sempre.

L’italiano è una lingua dinamica, segue i mutamenti della società, della moda, della tecnologia, del mercato.

Nel passato i nostri avi latini hanno esportato la lingua in tutto il mondo. Oggi è invece l’italiano a subire le contaminazioni delle altre lingue.

20 anni fa, era di “tendenza” utilizzare la lingua francese. Nella moda, nella cucina. Oggi la fa da padrone l’inglese, nelle tendenze, nel lavoro, nella politica e nello sport.

Negli anni ottanta si era glamour, oggi trandy . I fuseaux son diventati leggings.

La globalizzazione del mercato e dei media ha provocato una forte contaminazione linguistica. Nel mercato del lavoro abbondano vocaboli prestati dall’inglese.

Spesso assistiamo ad una vera ostentazione nell’anglicizzazione di termini che trovano riscontro anche nella lingua italiana.

L’utilizzo dei termini “aziendalesi” va sempre e comunque messo in contrapposizione alla realtà con la quale ci si confronta.

La rilevazione, condotta nel 2010 da Agostini, su una base di documenti tradotti sull’anno precedente dall’italiano verso altre lingue, evidenzia che i tre termini più utilizzati in azienda sono in ordine di classifica: SOCIAL, BUSINESS, SMART, seguiti da Wellness, Fashion, Benchmarking, Digital, Brand, Network e Switch.

l’aziendalese per tutti

“vademecum per districarsi nelle anglicizzazioni”

convention = convegno

location= struttura – posto – luogo

meeting = incontro

call conference = conferenza telefonica – telefonata

coffee break =pausa caffè

workshop = lavoro di gruppo – seminario – piccolo convegno – laboratorio

brainstorming = tempesta di cervelli / confronto

planning= piano di lavoro

briefing = incontro per definire ad esempio un odg e/o punti fondamentali di una iniziativa

brunch=pasto metà mattina

feedback = riscontro

switch = passaggio/cambio

customer service = assistenza

asset = patrimonio – attività – risorse

advisor = consulente

authority = autorità

corporate = azienda

open source =spazio aperto

range = portata – raggio d’azione

stand by = attesa

spread = oscillazione – divario

misunderstanding = fraintendimento

governance = direzione

audience = riscontro di pubblico

rating = valutazione

default = impostazioni predefinite

flop = fiasco

store = negozio

step = livello/passaggio/gradini

road map=piano

focus group = opinioni a confronto su un tema specifico

core business = attività principale

mark up = ricarico

packaging = imballaggio/confezionamento

redemption = risultato in percentuale

target=obiettivo

team = squadra – gruppo

teenager = adolescente

ticket = biglietto

freelance = libero autonomo

network = rete

start-up = nuova impresa – inizio

card= carta, tessera

flaggare = segnalare/segnare/spuntare

link = collegamento

slideshow = presentazione

flash=rapido

brand=marchio

cash flow = flussi monetari

turn over =ricambio di personale

Fidelity Card = carta fedeltà

Off shore = impresa fittizia nata in ipotetici paradisi fiscali

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Autore: Roberto Chessa

https://rchessa.wordpress.com/

13 thoughts on “L’italiano è un optional

  1. Frasi modali stanno sconvolgendo la grammatica e il significato di cio’ che si dice. Buongiorno,65Luna

  2. L’ha ribloggato su Ultima spiaggia dei sognie ha commentato:
    Eh … 🙂 bella domada! 🙂 leggetela!

  3. L’ha ribloggato su Roberto Chessae ha commentato:

    Questa è la settimana della lingua italiana nel mondo, pertanto ho deciso di fare un reblog di questo articolo 🙂

  4. Amo tantissimo l’italiano e mi piace scriverlo in modo corretto. Amo, altresì, l’inglese per la sua semplicità sintattica.
    Interessante l’elenco dei termini “aziendalesi” che mi fa dire a gran voce: “Per fortuna sono in pensione!” 😀
    Nicola

  5. ultimamente mi è capitato di leggere certe frasi, che il mio libro di grammatica si rivoltava dentro l’armadio……

  6. outlet 🙂 ciao Aida, l’elenco è lunghissimo….grazie per il contributo

  7. Brochure- volantino
    fidelity card- carta fedeltà
    off shore-impresa fittizia nata in ipotetici paradisi fiscali
    smokey eyes- tipo di trucco
    outfit- abbigliamento, modo di vestire in una certa occasione
    per adesso mi viene in mente questo!

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