Roberto Chessa

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Che tipo di candidato sei ? cosa evitare in fase di selezione

5 commenti

Nel post di oggi parliamo di candidati e di cosa evitare in fase di selezione.

post originale : http://www.rcconsulting.it/che-candidato-sei-cose-da-evitare-in-fase-di-selezione

Non dimenticate mai che per ogni candidatura aperta, gli uffici del personale e le agenzie di selezione, ricevono un quantità smisurata di candidature.

Se il vostro cv ha destato interesse e siete stati convocati, non perdete questa occasione.

Per tutti quelli che si lamentano del fatto che i selezionatori sono tutti cattivi, fatevi una domanda :

voi che tipo di candidato siete ?

Della serie, gli stereotipi non finiscono mai, proviamo a fare una lista di candidati .

Il candidato “mammone

Quando ho iniziato questo mestiere non avrei mai pensato che oltre il 25% dei candidati si sarebbe presentato accompagnato da genitori o affettuose amicizie.
Da evitare assolutamente
Un consiglio : se proprio non ne potete fare a meno, almeno evitate di chiedere di farlo entrare con voi al colloquio.

Il candidato “l’abito non fa il monaco”

Ricordate che non abbiamo mai una seconda opportunità per dare una buona  prima impressione.
l’abbigliamento è sicuramente uno degli elementi predominanti che può giocare a  favore o contro.
L’abbigliamento deve rispecchiare l’azienda o la posizione per cui ci si candida.

Ricordo ancora nel “lontano” 1996 feci delle selezioni per una grossa azienda di Bologna che si occupava di distribuzione di materiale pubblicitario (volantinaggio) e ricordo ancor il rumore sulle scale dei tacchi di una veemente ragazza .

Evitare gli eccessi
E’ preferibile evitare indumenti e accessori troppo appariscenti, come tacchi troppo alti, gioielli vistosi, gonne mozzafiato, scollature da brivido, cravatte improbabili, abiti grinzosi o sdruciti .

 Il candidato “killer olfattivo”

Oltre la vista, ogni candidato dovrebbe avere rispetto dell’olfatto del selezionatore.
Per molti potrebbero essere cose scontate se non si considerasse il fatto che spesso ad alcuni manchi l’acqua in casa. L’odore sgradevole non si riferisce esclusivamente alla scarsa igiene ma anche all’eccessivo utilizzo di profumi o dopobarba. Come in ogni cosa, ci vuole il giusto equilibrio.

p.s. in alcuni casi si consiglia l’utilizzo preventivo di una mentina :)

Il candidato “con il’ fuso orario”

E’ risaputo che i ritardatari non vengano visti bene dai selezionatori, ma posso garantirvi che anche arrivare troppo in anticipo può generare un certo disappunto.
Ho alcuni amici ritardatari cronici che se hanno un appuntamento alle 10.00 escono di casa alle 10.05, per non dover aspettare. 
Se in una agenzia è giornata di selezione, un ritardatario rischia di far slittare l’intera pianificazione della giornata, creando non solo confusione in sala d’attesa, ma generando ritardi sui colloqui successivi.
Allo stesso modo “piombare” in ufficio mezz’ora prima , può creare disservizi se in quel momento ci fosse una riunione o altri colloqui.

Il candidato “sborone”

A questa categoria appartengono varie tipologie .

– Ci sono candidati molto sicuri di se, con grandi esperienze e successi lavorativi.
Spesso ogni richiesta di chiarimenti sembra infastidirli, come se dicessero << guarda il mio curriculum>> .Il loro atteggiamento è a volte arrogante e presuntuoso.

– Ci sono i candidati logorroici, che parlano in continuazione senza ascoltare, cercando di dare una buona impressione di se, ottengono spesso l’effetto contrario.

– Ci sono gli spavaldi masticatori. E buttatela questa gomma da masticare …..

Il candidato “economico”

Di regola, non si chiede il compenso previsto durante un primo colloquio. Oltre a tutte le possibili considerazioni su motivazione e interesse per la posizione offerta, è proprio una cosa che “non si fa”. Aspettate un successivo incontro: anche il recruiter avrà avuto modo di valutarvi meglio e di farvi un’offerta coerente.

Il candidato “disponibile”

Tutti apprezzano la disponibilità. Un po’ meno se questa si traduce in “mi interessa qualsiasi cosa , basta che sia”
L’entusiasmo contenuto è una qualità apprezzata. Attenzione però a non cadere in mutismo e rassegnazione.

Il candidato “incavolato”

E’ un periodaccio si sa, e per molti lavoratori le esperienze negative si accumulano come i peli nelle orecchie. Ma questo non deve essere un pretesto per presentarsi ad un colloquio incazzati con il mondo. Peggio ancora essere rassegnati. Presentarsi ad un colloquio convinti che intanto non ti sceglieranno. Come pensi che andrà ?
Bisogna essere positivi anche quando fuori il mondo ti crolla addosso
Mai parlare male dei vecchi datori di lavoro. Cercare sempre di vedere il lato positivo dell’esperienza.
Se oggi parli male di lui, domani lo potresti fare con me!

Il candidato “distratto”

I particolari fanno la differenza

cellulari accesi che squillano con improbabili suonerie, c.v. pieni di errori ortografici, totale assenza di ricordi relativi alla posizione per cui ci si è candidati. Una distrazione può capitare a tutti. Due, anche. Dopo, è un vizio.

Il candidato “impreparato”

“Perchè vorrebbe lavorare qui?”
“Cosa sa di questa azienda?”
“Perché ha risposto all’inserzione”

Sono i “ classici” del colloquio di lavoro. Sarà per questo motivo che l’impressione fatta dai candidati che rispondono “non lo so” è veramente oscena. Informatevi, in fondo internet serve anche a questo.

Se commetti uno di questi errori, sei ancora in tempo.

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Autore: Roberto Chessa

https://rchessa.wordpress.com/

5 thoughts on “Che tipo di candidato sei ? cosa evitare in fase di selezione

  1. Fino a qualche mese fa ero più “disponibile” che altro. Poi ho cominciato a scegliere. Ora ho un lavoro, sì, ma che non ho scelto comunque se proprio devo dirla tutta; mi consolo pensando al fatto che lo userò per dare una base solida, e quindi denaro, a quel che voglio realmente fare.

  2. Tutto vero, tutto giusto. Tuttavia.
    Tuttavia, a uno dei colloqui che sfociò poi in un’offerta mi presentai in anfibi, jeans skinny e maglia traforata effetto punk. Mi avevano chiamata dalla mattina alla sera e non avevo possibilità di passare da casa a cambiarmi. E arrivai con un’ora d’anticipo, giusto insieme alla ragazza che aveva l’appuntamento prima di me (avevo inteso che il selezionatore si fermasse fino a tardi ad aspettare me e quindi decisi di tentare, altrimenti avrei aspettato in macchina).
    In compenso, non parlai di soldi, e questo portò a ricevere un’offerta minore di quello che prendevo all’epoca. Cercarono ancora di tirare sul prezzo, e quando finalmente si decisero a offrire di più la mia situazione era cambiata, quindi rifiutai. E loro non ottennero il candidato che volevano.
    Quindi tutto vero e tutto giusto, ma penso che questi errori dovrebbero essere messi in ordine di gravità. E anche le aziende dovrebbero migliorare le loro strategie in molti casi.

    • sul fatto che le aziende abbiano tanto da imparare, non ci piove. Magari ti hanno fatto il colloquio tra una telefonata ed un’altra,,una mail ed una pausa sigaretta. 🙂 l’abbigliamento è relativo, dipende dal ruolo o dalla situazione : 🙂

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