Roberto Chessa

live your dream

Scripta manent, non tutti sanno che

31 commenti

La scrittura racconta come siamo, il nostro passato, le speranze per il futuro. E non mente mai.

Ma quanti luoghi comuni ruotano intorno alla grafologia ?

Qualche sera fa, mi trovavo davanti ad un buon bicchiere di vermentino,  con un collega esperto in questa affascinante materia.

Si ironizzava intorno ad alcuni aspetti del nostro lavoro. Questo confronto, mi ha stimolato a scrivere questo  post, ripromettendomi di trattare a breve l’argomento di oggi.

Così sono andato a spulciare tra gli appunti di un corso che feci tantissimi anni fa, in modo da rinfrescarmi la memoria.

Gianni, mi raccontava di una signora che si presentò con un post it  scritto dal marito :

grafologia1

La signora aveva il dubbio che il marito la tradisse, e pretendeva di ricevere delle risposte da quel pezzetto di carta.

La grafologia può aiutarci nel comprendere se una persona è propensa o no al tradimento, ma non può dare delle risposte così circostanziali, precise, dirette.

Intanto iniziamo a dire che non basta un foglietto con tre parole.

Il testo deve essere scritto in un foglio abbastanza grande in modo che chi scrive non sia costretto a rimpicciolire la propria scrittura per mancanza di spazio. Anche i margini e gli spazi tra le righe,  hanno la loro importanza.

Alcune società di selezione utilizzano la scrittura come elemento di valutazione. Fanno compilare dei questionari dove il candidato deve rispondere, scrivendo un piccolo testo a mano libera.

Questa è la situazione ideale, In quanto il selezionatore entra in possesso di tutti quegli elementi essenziali per una corretta valutazione :

Sesso : La scrittura non rivela il sesso.
Età : E’ importante conoscere l’età . Il modello calligrafico utilizzato da un anziano è differente rispetto alle nuove generazioni, ed alcune immaturità calligrafiche possono essere attribuite appunto all’età.
Titolo di studi : Il grafologo deve conoscere il livello culturale e la professione dello scrivente .
Firma : molto utile ma non indispensabile
Altri elementi importanti sono :

la spontaneità, ovvero non copiato o sotto dettatura.

Diretto a qualcuno e non scritto per se stessi

Scritto in condizioni di tranquillità

Così come nel caso del linguaggio del corpo, anche la grafologia deve seguire delle regole base per potersi considerare attendibile :

–          Almeno una ventina di parole

–          Deve essere scritto in posizione comoda

–          Il foglio deve essere abbastanza grande e appoggiato su una superficie resistente. (non sulla schiena di un amico per intenderci). La pressione è importante.

 

Ma se il grafologo deve avere tutte queste informazioni, a cosa serve la grafologia ?

La grafologia rivela :

–          Il carattere : Ci dice se una persona è socievole o solitaria, il livello di emotività, spontaneo, impulsivo o controllato, sincero o no, dolce o aggressivo.

–          Intelligenza : Rapidità di pensiero, profondo o superficiale, concreto o astratto, logica o intuizione, senso critico.

–          Altre competenze trasversali : Ci da informazioni sul dinamismo, impulso ad agire, organizzato o confusionario, tenace o facilmente scoraggiato, senso del dovere, adattabilità, capacità di lavorare in gruppo o da soli.

So perfettamente che chi sta leggendo questo post, si aspetterebbe maggiori informazioni  su stili e caratteri. Ci vorrebbero altri 10 post.

Però non voglio lasciarvi così, senza nemmeno una pillolina, sarei crudele.

Secondo il grafologo svizzero Pulver, lo spazio grafico, è suddiviso in tre zone, con significati ben precisi.

Una parte superiore, che corrisponde al desiderio di elevarsi intellettualmente, all’orgoglio e agli ideali.

Una zona media, che si riferisce alla sensibilità, all’io profondo e al rapporto con gli altri.

Una zona inferiore, simbolo della vita pratica, dell’inconscio e della sessualità.

grafologia2

 

Un equilibrio tra le tre aree denota che l’individuo  nel complesso vive con serenità ed equilibrio senza privilegiare un aspetto rispetto ad un altro.

Se si privilegia  la parte alta, ovvero si allungano le lettere appartenenti alla parte media ( p, g, q, ad esempio), indica un forte orgoglio e autostima elevata.

La scrittura concentrata nella parte media, proietta lo scrivente nel quotidiano, sugli affetti e le proprie esigenze.

Una scrittura dove parti superiori ed inferiori sono molto più lunghe della zona media, va ad indicare che lo scrivente è pieno di insoddisfazioni e vorrebbe cambiare qualcosa della propria vita.

 

Sperando di aver fatto cosa gradita, vogliate gradire i miei più cordiali baci e abbracci.  😉

Alla prossima

Roberto

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Autore: Roberto Chessa

https://rchessa.wordpress.com/

31 thoughts on “Scripta manent, non tutti sanno che

  1. Ma una domanda. Se una persona cambia scrittura senza rendersene conto? Nell’ultimo mese, ho notato che ho cambiato la lettera t nella mia scrittura in minuscolo. Prima la scrivevo sempre maiuscola, adesso in script. Mi inquieta questa cosa 🙂

  2. Post interessante! Confesso che ho sempre guardato ai selezionatori e ai loro metodi con un po’ di sospetto. La mia diffidenza non è rivolta alla loro competenza, ma al fatto che essendo io tendenzialmente un outsider ho sempre saputo che l’analisi caratteriale avrebbe messo in luce il mio lato anarchico o quantomeno artistico (sempre poco gradito fuori dal settore) e offuscato del tutto le competenze!! 😉
    Venendo alla grafìa, come detto da un altro visitatore sopra, anch’io ho perso un pò la pratica da quando scrivo molto con il computer… ma bastano un paio di giorni di appunti per ritornare al livello “amanuense”!
    Buon anno nuovo, a presto!

  3. Mi ha sempre affascinata questa disciplina. Buone feste! 65Luna

  4. Quindi io questa?

    Una scrittura dove parti superiori ed inferiori sono molto più lunghe della zona media, va ad indicare che lo scrivente è pieno di insoddisfazioni e vorrebbe cambiare qualcosa della propria vita.

  5. Argomento intrigante e interessante, l’importante è che chi scrive non sospetti che a breve sarà… analizzato!
    E poi… come la mettiamo per chi, come me , ha delle variazioni nel tratto calligrafico a seconda del tipo di penna utilizzato?
    Buona serata!

  6. Bello bello ! La gestualità dice molto 😉

  7. Caro Roberto quasi quasi ti manderei il ”foglio” per farmi analizzare grafologicamente parlando. A dire il vero è questa una cosa che mi ha sempre incuriosito, come si possa cioè scoprire cose interessanti di sè in base a come si scrive. Sempre forti i tuoi post. Grazie. Isabella

  8. interessante …… buona settimana

  9. …scrivo poco con la penna da quando ci sono le tastiere dei pc, questo ha inciso negativamente sulla mia calligrafia!
    il post è molto interessante, io scrivo nella parte centrale del foglio e la descrizione mi calza a pennello!!!

  10. Roberto, nel tuo bel post sulla grafologia ce n’è abbastanza per stimolare una mente curiosa ad approfondire l’argomento.
    In passato, soddisfai la mia di curiosità analizzando le firme dei Presidenti di Stato che parteciparono ad un summit internazionale: molto interessante.

  11. Aspetto anche gli altri 10 post, mi intriga questo argomento! 🙂

  12. si ma la scrittura cambia in base alle circostanze e agli stati d’animo

    • Ciao Angela, a differenza di alcuni test psico attitudinali con risposta multipla, dove a seconda della situazione il risultato cambia, nella grafologia gli stati emotivi sono poco importanti e rilevanti. Comunque è sempre meglio scrivere in una situazione rilassata.:)

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