Roberto Chessa

live your dream

5 Scimmie e 1 Banana

13 commenti

Nel 1967 il dottor Stephenson condusse un esperimento molto interessante.

Per l’esperimento sono servite 10 scimmie, una gabbia, una banana, una scala e uno spruzzatore di acqua gelata.

Il dottor Stephenson costruì una situazione sperimentale come descritta:

Prima parte

  1. In una gabbia vengono chiuse 5 scimmie. Nella gabbia è poi fissata una banana al soffitto e predisposta una scala sotto di essa, in modo da raggiungere la banana facilmente.
  2. Non appena le 5 scimmie si sono ritrovate nella gabbia insieme alla scala e alla banana, si è creata una situazione di attesa, risolta dal comportamento di una delle scimmie che, arrampicandosi sulla scala ha tentato di raggiungere la banana.

A questo punto però, prima di raggiungere il frutto, sia la scimmia sulla scala che le altre 4, sono state colpite con un getto di acqua ghiacciata, restando sgomente e infreddolite. La scimmia che si trovava sulla scala, data l’intensità del getto, è stata costretta a tornare a terra.

  1. Una seconda scimmia ha provato a raggiungere la banana ma anche lei è stata spruzzata con acqua gelata, così come le altre quattro a terra. La procedura è stata ripetuta ogni volta che una scimmia provava a raggiungere la banana, fino a quando nessuna delle 5 scimmie ha più tentato di afferrare il frutto.

Seconda parte

  1.  Quando Stephenson si è accorto che nessuna delle 5 scimmie provava a salire nuovamente sulla scala e che tutte erano impaurite e sconvolte per le conseguenze che potevano subentrare non appena si fossero avvicinate al frutto, ha sostituito una scimmia con un’altra completamente ignara degli avvenimenti e del getto d’acqua punitivo.
  2. La nuova scimmia ha provato immediatamente a salire sulla scala e a raggiungere la banana, ma è stata fermata con strattoni violenti dalle altre quattro scimmie ed è stata costretta con la forza a rinunciare al cibo. Ogni volta che la nuova scimmia ha provato a risalire sulla scala è stata aggredita dalle altre, fino a rinunciare al cibo, ma senza conoscerne il motivo e la punizione dell’acqua gelata.
  3. una seconda scimmia è stata sostituita da un’altra scimmia ignara degli eventi. Anche in questo caso la nuova arrivata ha provato a raggiungere la banana ma è stata bloccata dalle altre scimmie, compresa quella che non conosceva le reali motivazioni al divieto né il conseguente getto d’acqua gelata.
  4. La procedura di sostituzione delle scimmie ha portato man mano ad avere 5 scimmie completamente nuove rispetto alla situazione di partenza. Ogni volta che una scimmia veniva introdotta provava a raggiungere il cibo, ma veniva aggredita dalle altre scimmie (sia quelle che conoscevano la punizione del getto d’acqua, che quelle che si adattavano alle regole interne del gruppo senza conoscere il reale motivo dell’aggressione e del divieto).
  5. Si è arrivati ad avere 5 scimmie completamente ignare della reale motivazione al divieto di raggiungere la banana e, nonostante ciò, immobili e impaurite dal tentare di salire sulla scala.

Stephenson descrive l’atteggiamento inquisitore dell’ultima scimmia arrivata, come se cercasse di capire il perché del divieto di mangiare quella banana così invitante.

Nel suo racconto le altre scimmie si sono guardate tra loro, quasi a cercare questa risposta.

Il problema è che nessuna delle scimmie presenti la conosceva, perché nessuna era stata punita dallo sperimentatore per averci provato, era stato il gruppo a opporsi.

Una nuova regola era stata tramandata alla generazione successiva, ma le sue motivazioni erano scomparse con la scomparsa del gruppo che l’aveva appresa.

Adesso considerate questo risultato a fronte di situazioni di vita e lavorative.

Spesso facciamo qualcosa senza nemmeno conoscerne il motivo. Perchè così ci è stato insegnato o perchè si è sempre fatto così. Impariamo a ragionare ed agire con la nostra testa.

In rete si possono trovare versioni contrastanti e non mancano i tuttologi pronti a puntare il dito. C’è chi ritiene che l’esperimento non sia mai stato fatto e che sia un’invenzione, pertanto priva di una base scientifica.

Alla fine quello che conta almeno per me, è che “l’esperimento” abbia dato il suo risultato. Ovvero permetterci tra tanta frenesia di fermarci a pensare e riflettere. Ciò che ci differenzia dai robot.

Su questo nessuno potrà mai obiettare o dirci che sia giusto o sbagliato .

Buona vita a tutti, belli e brutti 😉

 

 

Bibliografia

Stephenson, G. R. (1967). Cultural acquisition of a specific learned response among rhesus monkeys. In: Starek, D., Schneider, R., and Kuhn, H. J. (eds.), Progress in Primatology, Stuttgart: Fischer, pp. 279-288.

 

 

 

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Autore: Roberto Chessa

https://rchessa.wordpress.com/

13 thoughts on “5 Scimmie e 1 Banana

  1. Ciao Roberto, sempre fonte di ispirazione e riflessione. Grazie

  2. In psicologia e in tutte le aule di formazione si raccontano “storielle” inventate, che hanno come unico scopo quello di portare l’individuo ad un ragionamento. Ho letto il post ed è chiaro che anche tu metti un punto sulla veridicità dell’esperimento, e proprio per questo reputo il tuo articolo di grande interesse. Conoscevo questa storia e l’ho utilizzata in aula più di una volta. Ho anche letto le alre storielle che hai postato : l’agricoltore, il funerale, i valori etc etc … tutte hanno un denominatore comune, indurre l’individuo alla riflessione. Continuerò a seguirti

  3. Anche non fosse un esperimento vero è una metafora del nostro modo di pensare. Tanta gioia a te Rob!

  4. In realtà la curiosità dovrebbe appartenere all’universo umano, e quindi un umano, al posto della scimmia, dovrebbe domandarsi perchè. Perchè non provare, perchè non tentare un’altra via, perchè non sperimentare prima di dare giudizi affrettati? Chi segue l’esempio delle scimmie non è stupido, anzi! E’ uno che sa che da una determinata azione c’è una conseguenza, positiva o negativa, e per non rischiare pensa bene di tenersi stretta la pelle. Quindi, a quanto ho capito, negli esseri umani dovrebbero esserci coloro che tentano, a prescindere dalle regole. Altri invece che della convenzione poco se ne fregano. Mah. Chissà a quale categoria appartengo io!

    • ciao Aida, posso darti la mia versione 🙂 ovvero quello che ho scritto nel post. In questo racconto ho visto ciò che spesso posso notare nella vita di tutti i giorni. E spesso anche nel lavoro. Molte persone tendono a fare o non fare determinate azioni solo perchè hanno sempre fatto così o perchè gli è stato detto che così doveva esser fatto. Ma non sanno perchè.

  5. complimenti …. per la dimostrazione di quanta stupidità ci sia in giro! http://www.butac.it/dionidream-e-le-banane/ 🙂 PF

    _____

    • buongiorno Paolo 🙂 quello che conta è fermarsi a riflettere, che sia un esperimento reale o creato a regola d’arte. Purtroppo è la dimostrazione che spesso ci si ferma alla superficie delle cose senza andare in profondità.
      p.s. stupido è colui che non riesce a guardare oltre la sua saccenza.

      • purtroppo internet ormai è una selva oscura fatta di bufale
        Chiedere di riflettere su un esperimento che non esiste è quantomeno ambiguo
        🙂

        • Concordo con te che internet sia fucina di bufale incredibili. Che spesso le persone condividono post e articoli senza nemmeno leggerli. Son daccordo con te quando si parla di eventi o accadimenti. Riguardo a storielle anche inventate ne esistono tante ed il loro scopo è quello di far riflettere. In questo caso, quello che conta è il concetto. Si riflette su ipotesi e costruzioni mentali. Personalmente ritengo che la vera ambiguità sia spesso legata a scarsità di elasticità mentale. Poi ogni opinione va rispettata, quindi sei libero di pensarla come vuoi.

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