Roberto Chessa

live your dream

io Sardo, sto con Franz e Frank

4 commenti

Tutti contro Franz e Frank. E tunz tunz tunz.

No, non stiamo andando a comandare, tranquilli.

Da qualche giorno non vedo altro che post, articoli sui quotidiani locali, blog, forum etc etc, da parte di Sardi indignati ed offesi dalle accuse di “turisti lamentosi” dei pochi servizi presenti nell’Isola.

Bhè dietro quelle “critiche” c’è molto di più. E’ solo che spesso la permalosità tipica del nostro popolo ci impedisce di ragionare, e in questo caso come in molti altri, di leggere tra le righe ed andare oltre le singole parole.

Sono anche sicuro che molti dei quali si lamentano, non abbiamo nemmeno letto per 1/3 il post di uno di questi personaggi.

Si, non farò il nome in quanto non voglio essere l’ennesimo a fargli pubblicità gratuita.

E’ un “collega” ed un “competitor”, e seppur non condividendo la sua ricerca continua dell’offesa e l’utilizzo di termini forti e volgari, apprezzo la didattica. Alla fine diciamo le stesse identiche cose in modo differente. Ma lui è molto più bravo, conosciuto, e ricco di me 🙂

E’ troppo intelligente per non sapere esattamente il polverone che avrebbe suscitato. E lo scrive anche nel suo post, ma forse ve lo siete persi, accecati dall’odio profondo, come se avesse parlato male di voi personalmente, ad uno ad uno.

E’ giusto, siamo “Sardi” e quando ci viene toccata la nostra terra allora insorgiamo tutti in massa .

In che modo ?

Rispondendo alle offese con altre offese o con ovvietà risapute e condivisibili. In ogni caso non facciamo altro che amplificare la notorietà di chi punta il dito sapendo di colpire nel segno.

E’ risaputo che la Sardegna sia culla di tradizioni e cultura . Non solo mare. E se una persona solamente lo desiderasse (come in molti fanno) in una settimana di vacanza potrebbe ripercorrere l’evoluzione della specie umana, dal paleolitico o pre nuragico ai tempi moderni.

Peccato che molti di noi si siano fermati nell’evoluzione, e siano ancorati agli anni in cui i pastori vendettero le terre rifiutando i miliardi perché volevano milioooooooni.

Bhè anche io adesso sto esasperando il concetto, anche se la mia affermazione è storia documentata nei video degli archivi Rai .

Siamo un popolo che è stato sempre colonizzato dai tempi dei Fenici , nel 800 a.c., ai giorni nostri da parte di industriali spregiudicati .

Noi sardi colonizzati, ma orgogliosi della nostra terra. La stessa terra che abbiamo regalato a chi più di noi ha avuto il coraggio (non parlo di soldi) di investire nel nulla.

E a noi restano i tanti baretti e chioschi nelle spiagge. Nei quali non investiamo nemmeno poche centinaia di euro per una manutenzione ordinaria, come dipingere le pareti, togliere la muffa o levigare le pedane in legno usurate dalla salsedine.

E’ vero, aspettiamo di avere i contributi da parte della Regione, non è colpa nostra.

Gli stessi Sardi che lavorano 4 mesi all’anno, sfruttati dai “padroni continentali” per poi godere della disoccupazione per il resto dell’anno. E ritrovarsi a 45 anni senza arte ne parte e vedersi sostituire da ragazzini che costano la metà.

Ma non è colpa nostra, è la società, la crisi, e perché non ci sono più le mezze stagioni.

Gli stessi Sardi, che lasciano i mozziconi di sigaretta sotto la sabbia, giocano al lancio della busta di mondezza dal finestrino della macchina, che non fanno la differenziata, che non rispettano lo stesso ambiente nel quale vivono.

Lo stesso ambiente che tanto difendono. A parole.

La Sardegna, non offre servizi ?

In parte è vero, non neghiamolo, è un dato di fatto. Sappiamo anche perfettamente che non possiamo pretendere di trovare il wi fi in una caletta sperduta, dove ci si può arrivare solamente via mare. Dove le montagne contrastano il paesaggio ancora incontaminato. Ci sono regole, Parchi Naturali ed aree marine protette, dove non è possibile nemmeno mettere un palo della luce.

Di cosa ci lamentiamo ? a cosa serve incazzarsi ?

Ci offendiamo se qualcuno in maniera colorita dice delle cose che tutti sanno. Solo noi abbiamo il diritto di farlo?

Io amo la mia terra, e non saranno certo delle “lamentele” mascherate da acchiappa contatti a farmi cambiare idea o offendermi.

Tra tutti i “Sardi” che in questi giorni ho visto inveire contro il “nostro performer” vorrei vedere quanti spenderanno migliaia di euro per partecipare ad un suo show. E lo farete ne sono certo.

Andrete li, vi farete prendere a parolacce e magari vi incazzerete pure.

E nonostante preferirei che quei soldi li spendeste nei miei corsi, se farete attenzione, mettendo da parte la permalosità, probabilmente imparerete che ad ogni azione corrisponde una reazione.

E c’è chi è veramente bravo nel prevedere le vostre mosse.

In conclusione, da Sardo, fiero di esserlo; da sardo che ha girato l’Italia come uno zingaro per lavoro e rientrato qui nell’isola, per il richiamo dei suoi profumi, penso una cosa.

Cosi come solo se hai un figlio puoi comprendere cosa voglia dire essere padre, solo se nasci in Sardegna, puoi capire cosa voglia dire per noi l’insularità, essere Sardi.

E’ qualcosa di unico, che fa parte di te, e come tutte le cose belle,  non ha senso difenderle o spiegarle, teniamole per noi.

Buona Sardegna a tutti

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Autore: Roberto Chessa

https://rchessa.wordpress.com/

4 thoughts on “io Sardo, sto con Franz e Frank

  1. Ho smesso anni fa’di incazzarmi con gente così
    le cose nn funzionano?vero
    mancano servizi?vero anche questo
    ma da sarda figlia di sardi nata in un posto e riportata qui posso solo dire che concordo cn te x vari punti
    ma che le stesse critiche si possono muovere in qualunque regione italiana
    ognuno di noi difende cio’che e’ nel bene e nel male.😊

  2. Ciao Roberto, sono sardo anche io, nel senso che qui in Sardegna vivo da 33 anni (sono nato due anni prima a Torino da genitori sardi). Il resoconto di Franz dovrebbe farci riflettere, dovrebbe farci riflettere perché i disservizi di cui lui parla, per noi sono la quotidianità e sono, in parte, figli di una filosofia globale che ha sempre sfruttato l’isolamento geografico come occasione/pretesto, per limitare lo sviluppo della nostra terra.
    Siamo onesti dai, paghiamo l’Iva nella stessa misura delle altre 19 regioni, ma con molte meno possibilità di fare incassi e non solo, molti business in Sardegna sono limitati da problemi logistici notevoli, su tutti il dover acquistare materie prime da altrove (e dover inserire dunque nell’equazione globale il costo del trasporto via mare/aereo).
    Franz non racconta frottole e noi perdiamo un’occasione, perdiamo l’occasione notevole di porci una domanda importante: “perché va così?”
    In fondo potevamo riflettere sull’incapacità di sopperire i problemi logistici con accorgimenti alla nostra portata alla wi-fi.
    In fondo potevamo chiederci se davvero siano giustificati certi prezzi che i visitatori devono sostenere per fruire della nostra ospitalità (ristorazione – alloggi – generi alimentari).
    In fondo potevamo sfruttare il post di Frank per rimarcare che molti sardi non siano ospiti di questa terra ma inquilini ma che debbano comunque avere a che fare con il 75% dei disservizi esposti nel post in questione.
    Invece no, ci siamo inalberati, come quando qualcuno scrive su FB “i sardi si inculano le pecore” e migliaia dei nostri concittadini parte al cieco assalto della preda nel più classico dei linciaggi mediatici.
    Peccato.

    Mi fa piacere leggere il tuo post, perché in fondo non sarei riuscito a sintetizzare tanto bene un’opinione che condivido.

    • Ciao, ti ringrazio. Spesso è una lotta contro i mulini a vento. A parte tutto, disservizi e non, credo che la Sardegna offra l’opportunità a tutti di godere di questa magnifica terra. Si sa che alcune località sono improponibili per i comuni mortali 🙂 e altre siano rimaste ai tempi della pietra. Ma forse il bello è proprio questo. Ne abbiamo per tutti i gusti. Bisogna solo saper scegliere e capire la differenza tra la costa Romagnola e la nostra. Grazie per il tuo commento

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