Roberto Chessa

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Lavoro Manuale Vs. Lavoro di Concetto

6 commenti

 

Ognuno di noi possiede determinate attitudini/predisposizioni . Con il passare degli anni, queste  possono svilupparsi, essere utilizzate in minima parte, quanto essere accantonate.

In parte influisce l’ambiente in cui si cresce, ma la differenza sta nella passione e consapevolezza delle proprie abilità.

Nel settore del reclutamento si parla sempre maggiormente di valorizzazione dei talenti.

Nel 2013 la rete ci offre l’opportunità di prendere visione quotidianamente  di differenti percorsi di ragionamento e di pensiero.

Lavoro manuale, lavoro di concetto . Stanchezza fisica , stanchezza mentale. Stress, fisico o mentale.

Una delle discussioni più calde, in rete , in azienda , quanto seduti al tavolino di un bar.

Sarà capitato anche a Voi ?

Secondo me è tutta colpa di Adamo ed  Eva. Parte tutto da li.

………….. Dio li espulse dal Paradiso dicendo ad Adamo: “Guadagnerai il pane con il sudore della fronte” ………

Addentrandoci nella spirale del vortice dei luoghi comuni , esiste il preconcetto che chi si guadagna il “pane” con un lavoro prettamente fisico, con sudore, meriti l’appellativo di lavoratore  a discapito chi sta tutto il giorno seduto davanti ad un pc, o lavora attraverso l’uso della propria dialettica.

L’operaio che lavora tutto il giorno in catena di montaggio, si rivolgerà all’amico rappresentante.

Ma il tuo è lavoro ?

Tutto il giorno in giro in macchina, con l’aria condizionata, ti fermi al bar quando vuoi, mangi tutti i giorni in ristorante, non hai orari…. Bella la vita

Probabilmente l’operaio non riuscirebbe a “macinare” 100.000 km l’anno, uscire al mattino, rientrare la sera tardi per poi  doversi mettere al pc ad inviare gli ordini o archiviare documenti o qualsiasi altro adempimento burocratico legato al ruolo.

Il rappresentante, probabilmente “invidia” l’amico che sta tutto il giorno seduto, calmo, senza pressioni di obiettivi, target, budget. Chissà quanto resisterebbe senza prendere aria, parlare con qualcuno, fermarsi a riflettere.

E cosa dire degli insegnanti, infermieri, polizia municipale …… l’elenco sarebbe lunghissimo.  Ad ognuno il suo.

Un vecchio detto indiano recita

“prima di giudicar qualcuno cammina tre lune nei suoi mocassini”.

Sagge parole, da affrontare con un pizzico di umiltà e autocritica. Spesso siamo bravi a giudicare o vedere solo ciò che ci fa comodo vedere.

Finché certi discorsi restano circoscritti tra un gruppo di amici ci sta, anzi è divertente prendersi in giro. Quando invece discorsi e malumori nascono all’interno di un’azienda, spesso vanno a creare grossi problemi sia di comunicazione quanto inevitabilmente d cooperazione, ego di risultati.

Ogni ruolo è fondamentale e funzionale.

Se in azienda non ci fosse l’amministrativo che tiene i conti in ordine, non potrebbe nemmeno esistere l’operaio. Ad ognuno il suo. L’uomo giusto al posto giusto.

L’inquadramento e la mansione dovrebbe variare in base alle responsabilità a cui si è sottoposti.

L’operaio magari con un livello medio basso di scolarizzazione, “ringhia” nei confronti del collega impiegato, che ha passato la vita a “scaldare” la sedia e non sa cosa voglia dire “lavorare”.

Senza i  “scaldatori di sedie” , senza braccia forti, probabilmente dovremo cancellare secoli di cultura e tradizioni.

Lavoro manuale e lavoro di concetto . Due lavori differenti, 2 tipi di stanchezza diversi.

Il primo muscolare, mentre l’altro è più simile alla spossatezza. L’esaurimento delle energie mentali ,comporta inevitabilmente l’incapacità fisica di reagire. Un serbatoio senza benzina. il lavoro manuale provoca stress fisico, quello di concetto stress psicologico. Entrambi agiscono sul nostro organismo ed il nostro umore.

Il lavoro “manuale” non esclude però la parte intellettiva. Pensiamo agli orafi , intagliatori, fabbri, pasticceri, sarti.

Grandi menti e grandi mani danno vita a capolavori unici.  La qualità che solo un artista riesce a creare. Rispetto alle lavorazioni industriali, in serie  e prive di personalità, il paragone non regge.

Negli anni si è diffusa l’idea  secondo cui il lavoro intellettuale sia da preferire  al lavoro manuale.

Questo ha portato le nuove generazioni ad allontanarsi dai “vecchi mestieri” , andando così a perdere un patrimonio di conoscenze inestimabile ,tramandato spesso di generazione in generazione.

La diatriba tra lavoro manuale lavoro fisico, ritengo terrà banco ancora per gli anni a venire.

Il rispetto del lavoro, nostro e dei nostri colleghi prima di tutto. Pensare al nostri ruolo, alla nostra funzione come un anello di una catena.  Basta che se ne rompa uno, a prescindere dalla posizione che occupa e la catena si spezza.

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Autore: Roberto Chessa

https://rchessa.wordpress.com/

6 thoughts on “Lavoro Manuale Vs. Lavoro di Concetto

  1. A volte si ha la fortuna di aver iniziato dal lavoro fisico/manuale per poi arrivare a quello di concetto. Credo che per riuscire a comunicare con qualcuno, prima ci si debba mettere, come hai scritto tu, nei suoi mocassini e aver fatto il suo stesso lavoro è indubbiamente un aiuto in più per una comunicazione costruttiva.

  2. questo post casca a “fagiuolo” , ardua, molto ardua,è una lotta che non avrà mai vincitori

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